Ordinare un caffè in Australia: manuale d’uso

Da sempre gli italiani hanno la fama di essere difficili quando si tratta di ordinare caffè, c’è chi lo beve ristretto, decaffeinato, macchiato ma in vetro e così via. Beh, se pensate di rientrare nella categoria degli italiani “difficili” aspettate di conoscere gli australiani.

Sono partita per l’Australia con bassissime aspettative su tutto ciò che riguardasse cibo e caffè. Una volta qui sono rimasta veramente sorpresa nell’apprendere che il vero problema non fosse tanto il gusto del caffè (perché è veramente buono) ma il vero problema fosse ordinarlo. Peggio ancora, per chi come me ha lavorato in caffetteria l’ordinazione di un caffè da parte del cliente è un vero e proprio lavoro interpretativo e di memoria.

Ma partiamo dalle basi. In Australia hanno una vera e propria cultura del caffè che si avvicina molto a quella italiana. Per loro è un piacere, una scusa per incontrarsi con gli amici, un momento felice, proprio come per noi. Ne è la prova il fatto che quando Starbucks ha cercato di aprire i suoi cafè in massa, 60 su 84 hanno miseramente fallito e di conseguenza chiuso, per questo se ne trovano davvero pochi rispetto agli altri grandi paesi.

Scordatevi “Un caffè per favore”: per ordinare un caffè devi fornire minimo 5 informazioni di base: il tipo di caffè e di latte, la taglia, se è take away o lo bevi al tavolo, se lo bevi al tavolo ma lo vuoi in una tazza take away, quantità dello zucchero, temperatura, weak o strong, e fidati, da dietro al bancone ogni giorno se ne sente una nuova.

Ecco quindi il manuale d’uso per ordinare un caffè in Australia.

CAFFÈ

  • Espresso/Short Black: è il “nostro” espresso
  • Decaf: caffè decaffeinato
  • Cappuccino (Cap): equivale al nostro cappuccino, ma con molta meno schiuma e una spolverata di cacao.
  • Flat White: un cappuccino senza schiuma e senza cacao.
  • Latte: equivale al nostro caffellatte con pochissima schiuma, in un bicchiere di vetro
  • Piccolo: latte in un bicchiere piccolo
  • Macchiato: simile al nostro macchiato
  • Long Black: classico beverone americano, caffè allungato con acqua calda
  • Hot Chocolate: latte caldo con due/tre cucchiaini di cioccolato in polvere (nulla a che vedere con la nostra cioccolata) servito con marshmellow.
  • Babyccino: è il cappuccino per i bambini, non ha caffè ma è una tazzina con solo schiuma e cacao. servito con marshmellow.
  • Chai Latte: un latte speziato alla cannella, ci sono due versioni (wet/powder)
  • Mocha: un latte con due cucchiaini di cioccolato in polvere.
  • Iced Coffee: caffè freddo servito solitamente in un bicchiere di vetro lungo con ghiaccio e gelato.

LATTE

  • Skim Milk (scremato)
  • Full Milk (intero)
  • Lactose Free (senza lattosio)
  • Soy Milk (latte di soia)
  • Almond Milk (latte di mandorle)
  • Coconut Milk (latte di cocco)

MISURE

“To have here or Take Away?” Se decidi di bere il caffè al tavolo puoi sceglierlo normale o “in a mug” (la tazza grande). Per i take away invece si trovano maggiormente tre taglie: Small, Medium, Large. In ogni posto (come quello in cui ho lavorato io) le misure variano, per esempio il Medium è usato per la tazza più piccola e viene aggiunto il Jumbo che è praticamente la grandezza di una bottiglietta d’acqua. Fondamentalmente uno small contiene uno shot di caffè per arrivare a tre shot per il Jumbo, ma tanto per cambiare anche questa è una scelta del cliente: Infatti puoi scegliere tra weak (leggero, quindi con meno shot) e strong (forte).

E qua si apre un’altra parentesi, quella dei clienti che vogliono “a quarter strenght” o “half strenght” o ancora “three quarters full…” o addirittura “half skim milk and half soy” (metà latte scremato e metà di soia). Il reale significato di strenght si rifa’ alla quantità di caffeina presente in un certo tipo di caffè ma ormai tutti lo usano per indicare quanto strong o weak lo desiderano. Potete immaginare la mia faccia la prima volta che un cliente mi ha fatto una di queste richieste per me incomprensibili tutt’oggi, “What the f…?” Fare questo tipo di caffè può diventare un incubo.

ZUCCHERO E TEMPERATURA

Non finisce qua. Con il tuo take away dovrai fornire anche il numero di cucchiaini di zucchero che desideri o se preferisci il dolcificante. Per finire parliamo di temperatura, c’è la possibilità di chiedere il tuo caffè extra hot (bollente) o addirittura warm (tiepido). Insomma se lavorate in una caffetteria in Australia un vostro ipotetico cliente vi potrebbe chiedere qualcosa del genere: “Can I have a Take Away Medium Weak Skinny Cap, with 2 sugar and extra hot please” oppure “I’d like a small flat white, half skim and half coconut, to have here but in a take away cup”.

Insomma, a fine giornata c’è da uscirne pazzi.

(Dato che ultimamente si parla spesso di questo argomento ci tengo a precisare che ormai quasi tutte le tazze take away sono riciclabili)

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